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ASSEMBLEA ANNUALE 2011

L'annuale assemblea dell'Associazione degli ex consigliere regionali delle Marche si è svolta a Pergola (PU) Sabato 24 settembre 2011 presso la ex chiesa San Rocco presieduta dal Presidente Onorario Giacomo Mombello che dopo il saluto alle autorità e ai loro familiari ha dato la parola al Sindaco di Pergola dott. Francesco Baldelli.

All'inizio dei lavori è stato eseguito l'inno Nazionale.

Nel prendere la parola per un saluto il Sindaco ha ringraziato l'Associazione per aver scelto la sua città per la tradizionale assemblea annuale in omaggio al rilievo storico che Pergola fra le città delle Marche insieme a Castelfidardo ha avuto nel risorgimento italiano.

Fatto che ha consentito alla città il riconoscimento di medaglia d'oro al Risorgimento nel 1911.

Fa anche un cenno delle sommosse che hanno caratterizzato le lotto risorgimentali di Pergola che hanno permesso l'avanzata del Generale Cialdini alla conquista definitiva delle Marche al Regno Sabaudo.

Successivamente Mombello, come previsto dall'ordine del giorno, dà la parola al Presidente Micci per lo svolgimento della sua relazione.

Il Presidente Micci ha incentrato il suo intervento citando gli avvenimenti programmati dall'Associazione per la ricorrenza del 150 ° dell'Unità d'Italia che hanno preso le mosse dalle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il quale rivolgendosi agli studenti all'inizio dell'anno scolastico li esortava a scrivere se stessi la storia dei loro paesi e delle loro città insieme alle testimonianze di coloro che hanno vissuto la guerra, la liberazione, la ricostruzione materiale del Paese.

Festeggiare insieme  Risorgimento e Liberazione. Su questo tema hanno preso avvio due conferenze nelle scuole superiori  nella primavera a cui ha fatto seguito l'11 aprile 2011 la premiazione a due scuole di Senigallia e di Pesaro di euro 750 cad. nella sala del Consiglio Regionale alla presenza del Presidente Solazzi  e dei dirigenti scolastici locali e regionali .

Poi il 13 aprile al teatro la Fenice di Senigallia alla presenza di 900 studenti si è svolto poi  un incontro sul tema “educazione alla legalità”  con una relazione dell'ex magistrato Gherardo Colombo. Mentre a Giugno il 16 e 17 si è svolta l'assemblea nazionale del coordinamento delle Associazioni degli ex consiglieri regionali d'Italia per il rinnovo dell'Ufficio di Presidenza.

Sempre sulla scia della ricorrenza del 150° dell'Unità d'Italia, Micci ha ricordato che gli incontri nelle scuole continueranno nell'autunno (n. 6 Conferenze) oltre allo svolgimento di un Convegno su Risorgimento e le Marche che si terrà a Jesi il 21 Novembre 2011 in collaborazione con l'Associazione degli Ex Parlamentari delle Marche e la Presidenza del Consiglio Regionale.

Micci ha poi affrontato il tema dello Status del consiglieri regionali in discussione tra i gruppi consiliari in base alle preposte di legge presentate, sottolineando la esigenza che si raggiunga una proposta modificativa della legge 23/95 con la più ampia condivisione dei soggetti interessati  e dei gruppi consiliari con una comparazione dei costi con altre realtà regionali, e con lo scopo di ridurre le spese pur salvaguardando i diritti acquisiti e gli istituti di garanzia dei legislatori regionali.

Ha indicato nell'art. 14 della normativa finanziaria da poco approvata dal Parlamento che obbliga le Regioni alla revisione dei loro assetti istituzionali e quella del minor costo di funzionamento degli organi, come una traccia da seguire .

Ha auspicato che la linea di comportamento del  Consiglio Regionale non debba discostarsi da quella che assumerà il  Parlamento Nazionale a cui si è uniformata da 40 anni la legislazione della Regione Marche.

Infine Micci ha svolto una serie di riflessioni sui temi legati alla crisi economica ed i discutibili rimedi adottati , ha espresso grande apprezzamento all'impegno del Presidente Napolitano per il contributo di pensiero e riflessione volto a rafforzare il sentimento unitario del Paese, ed inoltre ha espresso positivo giudizio dei fenomeni di partecipazione dei cittadini ai due eventi  politici che hanno caratterizzato la primavera: le elezioni amministrative e lo svolgimento del referendum da cui è venuto alla luce un movimento profondo visibile dalle tante immagini di piazza che vanno bene al di là delle dinamiche dei partiti, non a caso maggioranza e opposizione insieme sono stati sostanzialmente colti alla sprovvista.

Un ruolo importante hanno svolto le donne ed i giovani attraverso i canali di partecipazione nuovi  come le tecnologie del web , il passa parola che hanno messo in evidenza  un moto di reazione  contro l'indifferenza della politica  ai reali bisogni della gente.

La vera sorpresa è di segno positivo perchè rivela una grande voglia trasversale di partecipazione e ripropone la necessità di far leva sulle energie migliori del Paese per rafforzare la coesione sociale, dare maggiore credibilità ed autorevolezza alla politica perchè riscopri  l'etica della responsabilità .

Ha preso la parola quindi il Tesoriere Carassai che ha illustrato il bilancio consuntivo del 2010 che presenta un leggero avanzo di gestione.

Quindi Mombello ha aperto la discussione alla qualehanno preso parte: Donini, Mazzufferi, Marucci, De Sabbata, Antonini,  Lucarini ,Modesti, Carassai e Tesei.

Prima delle brevi conclusioni di Micci l'Assemblea all'unanimità ha approvato la sua relazione ed il bilancio consuntivo del 2010.

A conclusione dei Lavori l'on. Paolo Menzietti coordinatore dell'Associazione ex Parlamentari regionali attraverso degli sliders ha presentato il sito delle due associazioni rivolte a far conoscere ai soci la documentazione  contenuta e le informazioni raccolte auspicando un rapporto di interazione con tutti i soci per un arricchimento del sito.

L'Assemblea si è conclusa alle 13.15 a cui ha fatto seguito la tradizionale conviviale al ristorante la Pergola.

La relazione del Presidente Luigi Micci

Cari Amici ,

La nostra Assemblea  quest'anno si tiene in questa cittadina  in omaggio alla rilevanza storica che  Pergola ha avuto fra le città marchigiane nel Risorgimento Italiano per cui siamo lieti sig. Sindaco, di aver potuto svolgere l'Assemblea annuale della nostra Associazione che compie quest'anno 22 anni dalla sua fondazione, in questa prestigiosa città,insignita di medaglia d'oro al Risorgimento nel 1811, in questo anno in cui abbiamo finalizzato le nostre iniziative  alla ricorrenza del 150° dell'Unità d'Italia.

L'attività  culturale che abbiamo promosso come convegni, conferenze, concorsi nelle scuole, rivolta a celebrare questo grande evento, ha preso spunto dalle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che all'inizio dell'anno scolastico rivolgendosi agli studenti delle scuole li esortava a scrivere essi stessi la storia d'Italia, a raccogliere le memorie dei loro Paesi e delle loro città, perchè in ogni località c'è un avvenimento da riscoprire od un personaggio da ricordare, insieme alle testimonianze di coloro che hanno vissuto la guerra, la liberazione, la ricostruzione morale e materiale del Paese.

Insomma festeggiare insieme Risorgimento e Liberazione, anche per gratitudine nei confronti di coloro che hanno combattuto ed hanno sacrificato la loro vita per darci prima uno Stato unitario poi un Paese libero e democratico.

Quello di Napolitano è  stato un invito a non dimenticare a non perdere la memoria collettiva perchè un Paese che dimentica il  proprio passato, le proprie radici rischia di non avere un futuro.

Il nostro impegno verso gli studenti anche quest'anno si è rivolto non tanto a dimostrare la nostra utilità od esistenza, , ma finalizzato a diffondere valori e principi che sono alla base della nostra convivenza civile; che sono I valori della costituzione, fondati sul rispetto della persona, sulla libertà, sulla uguaglianza di tutti I cittadini di fronte alla legge, sulla democrazia,  sul valore della legalità , sulla solidarietà e sussidiarietà.

Abbiamo scelto per i nostri annuali impegni la scuola pubblica perchè essa rappresenta un pilastro fondamentale dello Stato, per il ruolo che ha sempre avuto,  fin dall'avvento dell'Unità d'Italia, di formazione culturale e civile del popolo italiano. Calamandrei noto giurista e costituente definiva la scuola pubblica un organo costituzionale per esprimere un suo pensiero , sul  ruolo  fondamentale , che essa riveste, in uno Stato unitario e laico.

Nel nostro impegno culturale che vuole affiancare quello non facile degli insegnanti c'è anche l'obiettivo  di educare i giovani a raccogliere l'eredità che caduti e combattenti ci hanno lasciato per rafforzare I sentimenti di unità nazionale da taluni messi in discussione,  oltre allo scopo di educarli ad essere consapevoli dei loro diritti e doveri, attivamente impegnati oggi  a costruire una Patria più grande  che è quella europea che da 65 anni ha assicurato al vecchio continente pace e prosperità.

C'è poi una esigenza emersa, nelle discussioni che portiamo  fra gli studenti delle scuole che è quella di rispondere alle loro domande, ed alle loro inquietudini giovanili, che evidenziano la  grande apprensione  che hanno per il loro futuro per  le difficoltà del Paese.

In questo contesto assumono significato le iniziative che nel primo semestre di quest'anno abbiamo svolto nelle scuole medie sul tema “Risorgimento e Liberazione” tenute dal prof. di filosofia prof. Di Vito Emilio.

Poi la premiazione svolta nell'aula del Consiglio Regionale l'11 aprile 2011 alla presenza del Presidente Solazzi e di diverse autorità scolastiche locali e regionali  e di circa 200 studenti  di due scuole regionali la “dante Alighieri” di Pesaro e la “Fagnani” di Senigallia  sul tema “Verso il 150° dell'Unità d'Italia” indetto nel febbraio 2010 dal nostro direttivo con in palio 2 premi da euro 750 cad.

Un avvenimento commovente, e di grande vivacità in cui I protagonisti sono stati gli studenti che hanno illustrato con video proiezioni I progetti premiati con una propreità di linguaggio ammirevole oltre ad aver cantato dal vivo brani risorgimentali frutto di  una accurata ricerca fatta dalle scuole stesse.

Il 13.4.2011 poi, al Teatro la fenice di Senigallia alla presenza di 900 studenti ed insegnanti degli Istituti per geometri “Corinaldesi” ed  Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia si è tenuta una conferenza dibattito di oltre 2 ore , molto vivace, fra gli studenti ed il relatore l'ex magistrato Gherardo Colombo sul tema : “Educazione alla legalità”.

Nella dialettica sono emersi, come avviene quasi sempre nelle scuole superiori da parte degli studenti gli interrogativi sul degrado della moralità pubblica sulla mancanza di etica, sulla corruzione  dilagante che corrode la fiducia dei giovani, già maturi nel giudizio , verso la politica e le istituzioni a cui dobbiamo in qualche modo rispondere , non con parole , ma con comportamenti esemplari.

Sempre sui temi della costituzione, della legalità, sul risorgimento e liberazione, continueremo a svolgere incontri già programmati nelle Scuole superiori delle Marche in questo autunno.

Senza citare i nomi volevo qui ringraziare alcuni nostri soci che si sono resi disponibili in questi ultimi anni ad affrontare questi temi permettendo alla nostra associazione di essere atuosufficiente e di non dover ricorrere a relatori esterni .

Per il 21  Novembre c.a.  abbiamo programmato in collaborazione con la presidenza del Consiglio Regionale e dell'Associazione degli ex parlaemntari delle Marche, un convegno sul  “Risorgimento e le Marche”.

In questa serie di impegni istituzionali voglio anche ricordare la nostra partecipazione  al Consiglio Regionale straordinario per la celebrazione del 150° dell'Unità d'Italia del 15 marzo u.s.  e la cerimonia di intitolazione della sala del Consiglio Regionale alla memoria di Renato Bastianelli da un anno della sua scomparsa. Oltre alla  presenza del Presidente Solazzi e dell'Ufficio di Presidenza , l'appuntamento si è aperto con un commosso ricordo tenuto dal nostro Vice Presidente Fabbri il quale ha ricordato la figura e gli impegni istituzionali dell'illustre scomparso.

Aggiungo poi che per la prima volta abbiamo ospitato nella sala della Pagoda del Consiglio regionale l'Assemblea dei Presidenti delle Associazioni Regionali per il rinnovo dell'Ufficio di Presidenza del C.N.

Due giornate intense dedicate il 16.6.2011 al turismo con visita a Loreto (Basilica e Musei) e al monumento Nazionale dedicato alla battaglia  di Castelfidardo, condotta dal generale Cialdini  che sonfiggendo l'esercito pontificio,  nel settembre 1860, consentì l'annessione delle Marche e dell'Umbria al Regno Sabaudo.

Il 17 giugno, poi, l'incontro istituzionale, in cui sulla base della relazione del Presidente Priolo si è  dibattuto dei problemi generali  del   Paese e quelli legati alle iniziative sullo status dei consiglieri regionali  nei rapporti con le conferenze dei Presidenti delle assemblee legislative e delle regioni.

All'incontro per la prima volta era presente un rappresentante dell'Associazione ex parlamentari  a nome del Presidente Nazionale on. Bianco che attesta come i rapporti di collaborazione  fra le due Associazioni, si sono fatti oggi più intensi sia sul piano dell'iniziative culturali, sia sull'impegno per la tutela delle prerogative dei legislatori regionali e nazionali

L'Assemblea ha eletto all'unanimità I sottoindicati nominativi  a membri dell'Ufficio di presidenza del Coordinamento Nazionale:Stefano Arturo Priolo       Presidente                   (Calabria)

Aldo Bottin                 Vice Presidente (Veneto)

Luigi Corbani              Vice Presidente (Lombardia )

Maria Rosa Cardia      Segretario (Sardegna)

Luigi Micci                  Segretario oper. (Marche)

La nostra Associazione è da tempo orientata a dibattere I problemi legati   ai costi della politica per abbattere privilegi, ridurre gli eccessi che ci sono, per perequare I trattamenti e frenarne la dinamica.

Ma, come diciamo da anni, bisogna evitare che il problema venga affrontato isolatamente da ciascuna regione con una corsa demagogica al ribasso come è avvenuto in passato al rialzo, ma aprendo un confronto comparativo fra le diverse regioni per stabilire un riequilibrio delle situazioni finalizzato al contenimento dei costi.

Bisogna evitare che di fronte a campagne delegittimanti frutto  spesso di disinformazione possa essere compromessa la tutela di autonomia ed indipendenza dei   legislatori prerogative che sono nate con l'avvento della democrazia parlamentare e che assicurano tale garanzia anche dopo il mandato.

L'indennità ed il vitalizio, strettamente connessi nelle loro funzioni di garanzia della libertà di deliberare, sono conseguenze dirette del dettato costituzionale.

Il vitalizio, dunque, non può essere considerato un privilegio, ma un istituto volto a garantire anche nel futuro la indipendenza del legislatore cessato dal mandato ed è fondata su un principi di mutualità e quindi, con il concorso di contribuzioni solidali.

Un istituto che può essere modificato e ridotto per il corrispondere alle difficoltà del Paese, ma non definitivamente abolito. L'esempio può essere quello che pensa di adottare il Parlamento Nazionale con il passaggio del vitalizio  dal sistema retributivo a quello contributivo  costituendo un fondo delle trattenute da parte della Regione e con rendimento a favore degli ex C.R. Pari a quello determinato dalle tabelle INPS. La soluzione manterebbe in piedi l'istituto senza oneri a carico della Regione.

E' nostra convinzione che i costi della politica venga seriamente risolto, ma con razionalità, senza intaccare i principi essenziali di democrazia.

Noi siamo disponibili in sede regionale ed in quella nazionale a dare il nostro contributo di  proposta per la parte che ci compete senza alcuna invadenza sulle materie di esclusiva competenza degli organi elettivi. Tuttavia un auspicio ci permettiamo di formulare, ed è  quello di mantenere saldo il rapporto con il Parlamento Nazionale,   sulla materia dello status dei consiglieri regionali, su cui si è uniformato il complesso della legislazione regionale  da 40 anni .

L'iniziativa che abbiamo auspicato di riflessione fra le regioni, è tanto più opportuna ed attuale,  nel momento in cui si insedia la Commissione prevista dalla manovra finanziaria  intesa ad equiparare i compensi pubblici a mano a mano che vanno in scadenza gli incarichi alla media di quelli dei corrispondenti  organi di altri paesi europei.

Un provvedimento che abbiamo condiviso perchè lascia la piena libertà ed autonomia al Parlamento nazionale ed alle assemblee regionali di decidere sulla materia di loro esclusiva competenza; ma non li esonera ad affrontare in un più vasto campo i  costi della democrazia e delle istituzioni iniziando ad approfondire I temi della governance nelle varie realtà regionali, e quindi anche per le Marche, per realizzare quei risparmi dei centri di spesa ed una migliore funzionalità del sistema istituzionale a  vantaggio dei cittadini (Regione , Provincia, Circoscrizione, ambiti territoriali, asl,società collegate agli enti per la gestione di servizi).

Riprendere su questo tema un ordine del giorno votato all'unanimità dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative nel maggio 2007 a cui non è stato dato seguito, ma che sarebbe la più grande riforma istituzionale propedeutica all'attuazione di un autentico federalismo che elimina duplicazioni, razionalizza e rende più efficenti il sistema istituzionale con diminuzione dei costi.

Siamo quindi lieti che per effetto di questa norma introdotta nell'ultima manovra  finanziaria, ma anche per effetto delle ripetute sollecitazioni  in questi ultimi due anni da parte del nostro C.N.

La conferenza dei presidenti delle assemblee legislative ha finalmente deciso di istituire una Commissione composta dai  Presidenti delle Regioni della Lombardia, Liguria, Veneto, Umbria, Trentino il compito di avviare da questo mese una discussione sulla materia dei costi della politica ad ampio spettro che comprenda naturalmente anche lo status dei C.R.

Le decisioni che assumerà la Commissione dovrebbero evitare decisioni isolate delle singole regioni e favorire un reale coordinamento di tutte queste finalizzato al contenimento dei costi e al riequilibrio del sistema.

Si apre dunque un tavolo in cui anche noi possiamo contribuire per la parte che ci compete esprimere orientamenti e proposte.

Dobbiamo lavorare per superare, nella percezione della opinione pubblica, quel sentimento diffuso di disagio, malcontento, o addirittura di ostilità verso le istituzioni e la politica in generale. Perchè purtroppo è la politica   nei suoi comportamenti e nei suoi modi che  ha accentuato il senso di distacco dei cittadini, mortificando il valore dell'interesse generale e della legalità.

Un  disagio ed una indignazione crescente  che può esplodere mentre chiediamo sacrificio al Paese.

Il sentimento d'indignazione è sincero, ma non dobbiamo associare le nostre critiche ad una campagna di delegittimazione che porta all'antipolitica, ma favorire con vigore, coscenza e fatti concreti la buona politica , fatta di condivisione di maggiore partecipazione e sensibilità e volta ad attuare grandi riforme nel Paese per rilanciarlo sulla scena interna ed internazionale.

Per tenere informati I soci sull'evolversi della situazione sia sul piano locale che sul piano nazionale , il Direttivo, ha deciso, qualora se ne presentasse la necessità, di convocare un'apposita assemblea che consenta una più ampia informazione e condivisione di tutti sulle scelte che verranno assunte.          Ci sono alcuni fatti che hanno richiamato quest'anno l'attenzione dei cittadini  che  volevo  sottolineare  brevemente con una mia  riflessione:1) la crisi che stiamo attraversando ed i rimedi adottati;

2)         che gli italiani si sentono oggi più uniti di quanto appaia;

3)         il risveglio e l'interesse di grande massa di elettori, soprattuto giovani ,         verso la politica

La crisi che stiamo attraversando  non è chiaramente congiunturale, anzi pare di assistere alla fine di un ciclo economico e sociale che si è costruito dopo il secondo conflitto mondiale.

Le conseguenze sono il declino di grandi potenze mondiali, la diminuzione della sovranità degli Stati, la difficoltà per essi di governare le tempeste finanziarie  e le spinte speculative nate dalla globalizzazione che rischiano di distruggere interi sistemi economici sociali.

Fra le cause vanno citati gli enormi debiti pubblici accumulati dagli Stati per finanziare il benessere dei cittadini a scapito dell'equilibrio dei conti pubblici. Cioè si è consumata ricchezza più di quella prodotta indebitandosi.

Questo è lo stato dell'economie più avanzate del mondo.

In questa crisi mondiale l'Italia  è coinvolta duramente in parte per averne sottovalutato la portata, anzi per averla negata, ma anche per problemi atavici che ci portiamo dietro come l'enorme debito pubblico e la criminalità che frena lo sviluppo di diverse aree del Paese, l'illegalità diffusa, l'enorme evasione fiscale, la corruzione dilagante, sia nel settore pubblico che in quello privato la scarsa funzionalità della giustizia che danno scarsa credibilità internazionale ai provvedimenti in atto.

Inoltre si avverte la mancanza di una serie di liberalizzazioni a costo zero che favoriscono l'ingresso nel mercato di nuovi soggetti, rompendo i vincoli posti dalle lobby che hanno portato questo Paese ingessato a difendere l'esistente invece che aprirsi a nuove sfide.

Forse stiamo  perdendo  una occasione che avrebbe dovuto spingerci ad affrontare riforme strutturali  per facilitare la crescita del Paese  invece di procedere  ad una manovra tampone dei conti pubblici  un pò confusa e rabberciata, che soffoca sul nascere il federalismo fiscale, e  che può provocare  il collasso del  Paese  in mancanza di provvedimenti  per il  sostegno alla crescita; il rischio è quello di trovarci alla fine di questa crisi con i vecchi problemi di sempre, ma più poveri ed incapaci di agganciare una eventuale rispresa dell'economia mondiale.

Questa è la ragione delle forti critiche delle forze sociali  (imprenditoriali e sindacali e degli enti locali).

Eppure da questa consapevolezza dei cittadini e di molte forze sociali organizzate può nascere una voglia di riscatto, un risveglio democratico capace di mobilitare le forze migliori di questa società e sono tante per far nascere una nuova primavera che sappia abbattere privilegi, posizioni di rendita, aprire il mercato del lavoro ai giovani per favorire una mobilità sociale da troppi decenni stagnante.                     C'è l'esigenza di un esame collettivo cominciando da chi sta al vertice del Paese e che riguarda tuttavia comportamenti individuali di molti italiani di ogni parte politica.

Ciò che  ci auguriamo è che la classe politica , mentre si affanna a trovare risorse per il riequlibrio dei conti pubblici non perde di vista la necessità di reimpostare un futuro per dar speranze ai giovani, sicurezza alle famiglie, capacità d'intrapresa al mondo del lavoro e serenità ad un Paese profondamente scosso e sfiduciato.

Il secondo argomento che volevo citare è il grande contributo di pensiero e riflessione esercitato dal Presidente Napolitano  al sentimento unitario che pervade il Paese  il quale  ha voluto fortemente  che quest'anno  oltre a quello  celebrativo , fosse anche di riflessione in ogni angolo del Paese sulla sua storia e sul suo futuro. Le statistiche di queste settimane ci rivelano che sia accentuato nei cittadini il senso di orgoglio di essere italiani .           Una convinzione non nuova per la verità, ma in forte accentuazione in questa ultima fase .            Nonostante tutto , l'unità nazionale non appare in discussione , anzi proprio nei momenti di tensione più intensi, quando le fratture si allargano, quando la crisi del Paese è più forte , gli italiani sembrano rivalutare l'importanza di essere uniti e riscoprono il valore ed I valori della coesione.            Insomma si sentono italiani, italiani nonostante e contro chi ne mette in discussione l'unità.         Eppure normalmente divisi per storia e tradizione, geografia e politica.           La verità è che il 150nario ha costretto tutti ad interrogarsi sulla questione, senza eluderla. La società e la politica si sono trovate di fronte ad un evento che ha offerto uno spazio inedito sia alle polemiche sia alle espressioni di solidarietà e di sostegno intorno ad un tema tradizionalmente messo fra parentesi.            Lo stesso acceso dibattito sulla riforma federalista ha contribuito inevitabilmente ha richiamare il nesso tra coesione e divisione.

Fra appartenenza nazionale e sentimento localista. La indecisione che ha accompagnato la decisione di proclamare il 17 marzo scorso, giorno di festa nazionale è la testimonianza di questo clima incerto sul riconoscimento dei valori connessi alle questione nazionale. In questo scenario il territorio è diventato un fattore sempre più forte  nelle dinamiche rivendicative.

Ed è utilizzato ormai non solo dalla lega nord , ma anche da altre formazioni politiche che ne hanno fatto una bandiera per dare spessore ad identità, interessi ed istanze particolari.

E' come se unità e divisione si tenessero insieme nel carattere nazionale. Il localismo non costituisce dunque una identità oppositiva alla dimensione nazionale.

Anzi, negli orientamenti dei cittadini è largamente diffusa la tendenza a riassumere l'identità locale nella cornice di quella nazionale.

L'Italia diventa così il principale dei contenitori di significato.Gli italiani ad esempio danno un  giudizio positivo nella storia del Paese e soprattutto del Risorgimento.

Ma un grande valore assegna alla ricostruzione degli anni 50 e 60 un periodo emblematico, quasi una bandiera. L'epoca in cui il Paese riuscì a risollevarsi dal baratro in cui l'aveva gettata la guerra. A ricostruire, o meglio, a costruire una economia che prima non esisteva. A conquistare lo sviluppo, prima, e benessere, poi. In altri termini ad inventare un futuro nuovo rispetto al passato.

Le ragioni di un orientamento così positivo, nonostante le polemiche, probabilmente, sta proprio nelle polemiche. Nel dibattito acceso e continuo, suscitato negli ultimi mesi intorno all'unità ed ai  suoi simboli. Ma è anche un risultato di un lavoro lungo, di riscoperta della memoria nazionale, dei suoi miti, dei suoi riti, dei suoi protagonisti.

Detto questo gli italiani diventano più italiani quando si profila una minaccia all'orizzonte anche perchè in tali situazioni ricordano e valorizzano le loro radici.

Che cosa dire degli eventi delle ultime consultazioni elettorali, amministrative e referendarie? E venute alla luce un movimento profondo, reso visibile dalle tante immagini di piazza, che va ben al di là delle dinamiche dei partiti , non a caso, maggioranza e opposizione insieme, sono stati sostanzialmente colti alla sprovvista.       Il quadro, ben lungi da essere ricomposto, richiede un discernimento delle radici  di una novità che è certamente portatrice di speranza,  ma che ha bisogno di essere consolidato.

La novità dunque si è rivelata ancora una volta, imprevedibile, superando le congetture dei partiti, come le letture degli analisti.

Anche I mezzi di comunicazione se ne sono accorti in ritardo, perchè I flussi di scontento e la voglia di cambiare sono passati attraverso canali non convenzionali, mescolando le tecnologie del web a forme tradizionali, ma sempre capillari, di passaparola.

Attivi in queste reti, sia organizzate, sia informali, sono state in modo particolare le donne, le nuove generazioni il popolo del web, cittadini normali cioè, che , lungi dall'essere qualunquisti, hanno cercato di esprimere la propria opinione e di confrontarla  con quella degli altri.

Certo, questo rinnovato attivismo si nutre del desiderio di reagire alla stanchezza, al fastidio, al rigetto per una politica che non ha nella sua agenda nessun tema che incroci la vita dei cittadini, e soprattuto al disincanto per promesse non mantenute.

Questo a  cui abbiamo assistito non è solo un movimento di reazione, di rifiuto, a differenza degli anni passati, quando si traduceva nella ritirata, questa volta si è sviluppato fino a divenire, senza quasi nessuno se ne rendesse  conto una forza propulsiva.

La vera sorpresa è di segno positivo perchè rivela una grande voglia trasversale di partecipazione e ripropone la necessità di far leva sulle energie migliori del Paese per rafforzare la coesione sociale, rispetto ai ripetuti tentativi di contrapposizione per dare maggiore credibilità e autorevolezza alla politica perchè ritrovi nella classe dirigente l'etica della responsabilità.

Molte persone, molti cittadini comuni, indipendentemente dall'orientamento politico e dalla valutazione che danno  dell'attuale governo, hanno voluto infatti inviare un messaggio molto chiaro: ci Siam, vogliamo esserci, vogliamo esprimerci, vogliamo decidere.

Dopo anni di passività nei confronti di una politica sempre più sideralmente lontana , paiono essere scattati negli italiani un biosgno diffuso di buona politica e la passione per la ricerca di un bene comune che va al di là dell'opposizione viscerale tra le parti.

Accomuna le amministrative e i referendum il desiderio di riappropriarsi della vita democratica del Paese, una sorta di ritiro della delega. Entrambi gli schieramenti devono registrare lo scollamento degli elettori dalle indicazioni dei vertici di partito.  Il messaggio  alla classe politica nel suo complesso è chiaro non si può governare una città od un paese , ignorando i suoi cittadini.

Per il referendum invece l'esperienza del gusto va ricercata nel clima di mobilitazione, di discussione accesa, dell'impegno comune nella creatività di trovare il modo per informare I cittadini e sconfiggere sia la congiuntura del silenzio mediatico che  troppo lungo aveva avvolto le consultazioni, sia la pesante scia di insufficiente partecipazione che sembrava condannare anche questo referendum al mancato raggiungimento del quorom.          E ciò che dovremmo ricordare di questo giugno il gusto dell'esperienza vissuta, la capacità di non dividere il mondo tra amici e nemici.

La partecipazione democratica va esercitata ogni giorno, informandosi, ragionando, discutendo, non solo quando stiamo per scivolare nel baratro o quando qualcosa comincia a toccarci personalmente.

E non solo nelle piazze, ma nelle case , nelle aziende, nelle scuole, nelle strade, mettendosi in gioco in prima persona. Solo così una democrazia può mantenersi viva e rinnovarsi sempre, anche quando non siamo chiamati alle urne.

Averne fatto esperienza è un patrimonio prezioso, a cui attingere nei momenti di oscurità e confusione, contro i quali certo le sorprese positive di questo anno non ci hanno completamento vaccinato.

Le recenti positive soprese, quindi, ci coinvolgono tutti perchè insieme ad altri componenti ci richiamano al dovere di fondare la buona politica e l'Autorità o l'autorevolezza non sul potere come spesso avviene , ma sulla ricerca , talvolta faticosa, del bene comune.