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APPROVATA LA LEGGE SUL FEDERALISMO: dichiarazioni di voto alla Camera

Il federalismo che si vuole realizzare è basato invece sulla solidarietà nazionale e si propone di colmare i gap territoriali. È falsa la convinzione che la spesa pubblica sia più alta al Sud, alle cui risorse piuttosto si è attinto per fronteggiare anche la crisi attuale. Il federalismo fiscale è il primo passo necessario verso una complessiva riorganizzazione dello Stato in senso federale. Il Governo si è vincolato, inserendo fra i punti fermi del suo programma un piano straordinario per il Mezzogiorno, a sanare la dicotomia fra Nord e Sud del Paese: è indispensabile che, anche a fronte della lealtà ai patti di coalizione dimostrata dal Movimento per l'autonomia, questo impegno venga rispettato perché un federalismo che non si fondi sull'uguaglianza delle condizioni di partenza non potrà essere davvero equo e solidale e non potrà promuovere una concorrenza virtuosa tra le Regioni; sarà quindi destinato al fallimento. (Applausi dal Gruppo Misto-MPA).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). I senatori dell'Unione di Centro voteranno contro il disegno di legge sul federalismo, ulteriormente peggiorato dal passaggio in seconda lettura alla Camera. A preoccupare maggiormente è la genericità dei principi che in esso vengono enunciati e l'indeterminatezza dei costi della riforma, che da taluni vengono ipotizzati ammontare addirittura a 100 miliardi di euro nella sola fase transitoria. Si pretende di diminuire la pressione fiscale e contemporaneamente la spesa pubblica, ma non si spiega a quale prezzo per i cittadini, data anche l'enormità del debito pubblico, di cui non si chiarisce chi si farà carico e il cui risanamento renderà impossibile qualsiasi ipotesi di sgravi fiscali da parte dello Stato. Quella che si prospetta è piuttosto una sorta di anarchia fiscale in cui i numerosi e non ben definiti livelli di governo locale potranno imporre le tasse che meglio crederanno, a ciò costretti anche dall'esigenza di coprire le numerose funzioni che saranno loro trasferite. L'indeterminatezza delle competenze lascia peraltro presagire un ulteriore peggioramento della riforma del Titolo V della Costituzione, che già aveva creato una moltiplicazione dei livelli territoriali ed una crescita esponenziale delle burocrazie locali. Se il superamento del criterio della spesa storica è condivisibile per eliminare le inefficienze, è da temere che, in un quadro di profonde differenze territoriali, economiche e infrastrutturali, il sistema dei costi standard finisca per tradursi in un aggravio proprio ai danni dei cittadini delle Regioni più in difficoltà. La copertura incerta degli strumenti destinati a garantire il riequilibrio economico e sociale mette a rischio l'unità giuridica ed economica del Paese, facendo prevalere l'interesse delle Regioni più forti. È evidente l'inutilità di questa riforma la cui entrata in vigore è peraltro differita al 2016 se non al 2020, una riforma che non gioverà di certo ai cittadini schiacciati dalla crisi, né alle diverse forze politiche che l'hanno sostenuta per motivi propagandistici o di opportunità. L'UDC si differenzierà in questo, opponendosi decisamente a questo federalismo. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).

BELISARIO (IdV). Il federalismo fiscale si configura come un nuovo tassello di attuazione della Costituzione, allorché, nell'avvicinare i cittadini e le istituzioni, consente il pieno godimento dei diritti in essa proclamati. L'Italia dei Valori, che in prima lettura ha espresso un voto di astensione quale stimolo al miglioramento del provvedimento, valuta positivamente le ulteriori modifiche introdotte al testo che hanno rafforzato in particolare le garanzie di uguaglianza e giustizia sociale, delineando un federalismo solidale e compatibile, e, pertanto, raccogliendo la sfida per l'innovazione rappresentata dal federalismo fiscale, voterà a favore del disegno di legge. L'Italia dei Valori è altresì consapevole che occorrerà continuare a vigilare nella fase di attuazione della delega affinché si registri una effettiva corrispondenza tra i principi in essa stabiliti e la loro concreta esplicazione. I due ordini del giorno del Gruppo, volti al costante monitoraggio dei costi che potrebbero derivare in fase di attuazione e ad integrare i contenuti dei fondi perequativi, accolti dal Governo, rappresentano un ulteriore elemento a sostegno del giudizio positivo sul provvedimento, alla cui discussione l'Italia dei Valori ha concorso in modo costruttivo e responsabile a conferma della bontà del metodo del confronto quando si tratta di riforme dell'assetto istituzionale. Significativa è l'introduzione nel provvedimento, su proposta della sua parte politica, del principio della responsabilità degli amministratori, con la previsioni di sanzioni nei confronti dei disonesti. (Applausi dal Gruppo IdV. Congratulazioni).

BRICOLO (LNP). Il federalismo fiscale rappresenta una svolta storica che trasformerà la struttura dello Stato, smantellandone l'impostazione centralista e assistenzialista che non solo ha rappresentato una zavorra del sistema produttivo ma ha favorito la produzione del più alto debito pubblico in Europa. L'autonomia finanziaria che si riconosce alle Regioni e agli enti locali offre finalmente una risposta alla richiesta dei cittadini di istituzioni più vicine alle loro esigenze, assicurando che i proventi della tassazione andranno a favore dei territori e che gli amministratori pubblici saranno responsabili dello loro scelte. L'approvazione in via definitiva del disegno di legge rappresenta il coronamento di una battaglia iniziata dalla Lega, portavoce di un sentimento popolare di ribellione nei confronti dello Stato accentratore ed ineffciente, e dilagata nel Paese al punto che la portata innovatrice del federalismo è stata compresa anche al Sud, quale occasione per liberarsi da uno sterile assistenzialismo. La riforma infatti non dividerà il Paese ma è occasione di sviluppo, determinando risparmio di denaro pubblico e minore imposizione fiscale. I tempi celeri di esame del provvedimento, che giunge all'approvazione finale a distanza di meno di un anno dall'inizio della legislatura, nonché le modalità di lavoro intenso e costruttivo tra le forze politiche rappresentano motivo di orgoglio per il Parlamento: rivolge pertanto un ringraziamento generale a chi ha reso tutto ciò possibile e, in particolare, ai ministri Bossi e Calderoli. Occorre ora procedere al completamento della riforma nonché ad ulteriori modifiche dell'assetto istituzionale prevedendo il Senato federale. (Applausi dal Gruppo LNP, del senatore Pastore e dai banchi del Governo. Molte congratulazioni).

FINOCCHIARO (PD). La celerità con cui il Parlamento giunge all'approvazione in via definitiva del federalismo fiscale e che è stata rivendicata come motivo di orgoglio dai rappresentati della Lega smentisce in realtà il pensiero del Presidente del Consiglio secondo cui l'unico modo di governare è per decreti-legge e a colpi di maggioranza. Il risultato infatti è stato reso possibile dalla cooperazione tra le forze politiche intervenuta nel corso dell'iter parlamentare - a seguito della quale il testo è stato profondamente modificato rispetto all'impianto originario - a dimostrazione della vitalità del Parlamento. Peraltro, in concomitanza con la discussione del provvedimento, sono emerse anche le contraddizioni politiche esistenti all'interno della maggioranza sulla centralità da assegnare agli enti territoriali, come dimostrano i tagli di risorse ele misure assunte in materia di ICI e sul tema dell'allentamento dei vincoli del patto di stabilità. Ma sono emerse anche le diverse impostazioni in tema di riforme istituzionali, in particolare l'evidente conservatorismo del Popolo della Libertà con riguardo tra l'altro al Senato federale e alle modalità con cui uscire dalla crisi. Il Partito Democratico, che esprimerà un voto di astensione, ha la carte in regola per sostenere il sistema federale, rivendicando il fatto che il disegno di legge si configura coma l'attuazione di una parte rilevante della riforma del Titolo V della Costituzione voluta dal centrosinistra nella consapevolezza della necessità di modernizzare il Paese attraverso la valorizzazione degli enti territoriali. Al contrario, il Popolo della Libertà voterà a favore per ragioni di mera convenienza politica, tentando probabilmente di utilizzarla per giustificare l'adozione di un modello autocratico che rappresenta l'esatto contrario dello spirito del federalismo. Ma proseguire in una politica tesa a privilegiare innanzi tutto la convenienza e l'interesse di parte non giova al Paese. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut. Congratulazioni).

GASPARRI (PdL). Il disegno di legge sul federalismo, ispirato al principio di sussidiarietà, è un tassello importante del disegno di ammodernamento dello Stato e contribuirà a responsabilizzare gli amministratori, a razionalizzare la spesa e a combattere gli sprechi. La riforma, che scaturisce dal patto sottoscritto tra Popolo della Libertà e Lega Nord, mette ordine rispetto alla confusa modifica del Titolo V, varata a colpi di maggioranza dal centrosinistra. Il disegno di legge, inoltre, prefigura un federalismo solidale, che contempla norme su Roma capitale e interventi speciali a favore del Mezzogiorno. La maggioranza non sottovaluta il contributo dell'opposizione e si augura che il dialogo possa proseguire nel lavoro di completamento del federalismo, che richiede innanzitutto l'adozione del Codice delle autonomie. Fermi restando tuttavia i principi fondamentali, il dogma dell'immutabilità della Costituzione va superato riconoscendo che il federalismo e il presidenzialismo costituiscono il nuovo carburante della democrazia italiana. La forza dell'attuale Governo è di natura politica ma occorre trovare un consolidamento sul piano istituzionale per rendere permanente, anche in diverse condizioni, questa forza che dà stabilità al Paese: la ricerca di convergenze più ampie sul terreno delle riforme istituzionali non può implicare il riconoscimento all'opposizione di diritti di veto, perché l'immobilismo che delegittima lo Stato e allontana io cittadini dalle istituzioni nuoce alla democrazia. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

FOSSON (UDC-SVP-Aut). In dissenso dal Gruppo, a nome dell'Union Valdotaine, annuncia voto favorevole ad un disegno di legge che avvia un percorso federalista utile allo sviluppo del Paese. E' positivo che le modifiche apportate dalla Camera dei deputati abbiano tenuto conto delle osservazioni formulate dalle autonomie speciali, ma occorrerà vigilare sull'attuazione della riforma. (Applausi dal Gruppo PdL e dei senatori Pinzger e Pistorio. Congratulazioni).

FOLLINI (PD). In dissenso dal Gruppo e non avendo sposato il prevalente credo federalista, non voterà a favore di un disegno di legge di cui si ignorano gli effetti sul piano economico ed istituzionale. Il dialogo tra maggioranza e opposizione si fonda su alcuni equivoci, anche perché una seria riforma federale non dovrebbe moltiplicare i centri di spesa e dovrebbe muovere dalle istituzioni anziché dall'autonomia finanziaria. (Applausi dei senatori D'Alia e Cintola).

MOLINARI (PD). Nel dichiarare il proprio voto contrario in dissenso dal Gruppo, consegna il testo dell'intervento affinché sia pubblicato nell'allegato dei Resoconti della seduta.

BRUNO (PD). Associandosi alle considerazioni del senatore Follini e rilevando come la Camera non abbia apportato modifiche sostanziali all'impianto del disegno di legge, annuncia un voto contrario.Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, il Senato approva il disegno di legge nel suo complesso. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. I senatori del Gruppo LNP sventolano fazzoletti verdi).

Favorevoli 154; contrari 6; astenuti 87.